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eventi

Pino Pascali alla Biennale di Venezia

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Schermata 2015-05-08 alle 17.14.25“ALL THE WORLD'S FUTURES”

56. Edizione della Biennale di Venezia (9 maggio-22 novembre 2015)

 

In questa edizione della Biennale di Venezia, “All the World's Futures”, continuano le conferme dell'importanza di Pino Pascali nel panorama internazionale dell'arte contemporanea.
Diversamente dalle altre edizioni, quest'anno il tema non si svilupperà in modo onnicomprensivo -spiega il curatore- ma sarà permeato da uno strato di filtri sovrapposti attraverso i quali riflettere sull'attuale stato delle cose e sull'apparenza di esse.
Il direttore artistico Okwui Enwezor, filosofo della contemporaneità e uno tra i più importanti curatori del mondo ha invitato in laguna centotrentasei artisti provenienti da cinquantatrè paesi diversi (con un'attenzione particolare per l'Africa), mescolando maestri riconosciuti e talenti emergenti e rendendo omaggio con personali agli autori e autrici ritenuti capisaldi della cultura globale. Con un uso sapiente dell'allestimento tra Corderie, Arsenale e Padiglione Centrale ai Giardini, egli ha scongiurato il rischio di una Biennale cronachistica, legata tautologicamente all'attualità.
Okwui Enwezor ha scelto solo quattro artisti italiani per il Padiglione Italia: Fabio Mauri, con un'istallazione nella cupola di Galileo Chini, Rosa Barba, Monica Bonvicini e Pino Pascali, con il suo Cannone Semovente del 1965.
L'opera è una delle più importanti elaborate nel ciclo dedicato alle armi: sculture di armi/giocattolo di grandi dimensioni realizzate assemblando residuati meccanici, tubi idraulici, vecchi carburatori Fiat, rottami e manopole.
Anche nel Cannone Semovente esposto in questa occasione, Pino Pascali, con l'abilità di un bricoleur è riuscito a ricostruire una grande scultura/giocattolo che da oggetto inquietante che la coscienza civile rifiuta o delega ai “signori della guerra”, si trasforma in un un elemento del mondo dell'infanzia e del gioco.
L'artista è riuscito così a mettere in crisi il linguaggio della scultura tradizionale e a svincolare la forma dal contenuto ponendo forte attenzione al concetto di ironia.
La costruzione è falsata in tutto: nelle dimensioni (il cannone è grande ma non a grandezza naturale) e la struttura sembra vera.
La scelta di selezionare questo artista come uno dei rappresentanti del Padiglione Italia (e soprattutto quest'opera) sottolinea la volontà del curatore di ragionare anche sul tema dell'apparenza e dell'ambiguità della produzione artistica.
Pino Pascali, permette ancora oggi di riflettere anche sul tema della guerra (che lui aveva vissuto da bambino come una presa in giro), che viene re-inventata come a sottolineare che tutto è finito, che tutto è un gioco, anche nell'arte.

 

 

 

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Pino Pascali a Verona

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Chiesa di San Fermo Maggiore
Corte Sant'Elena - 37121 Verona

10 maggio - 21 giugno 2015

Inaugurazione: 9 maggio ore 17

Ingresso libero

Informazioni: tel. 055410153

Catalogo: brochure con testi di Don Giancarlo Grandis, Alessandro Delpriori, Claudia Lodolo

 


Si inaugura sabato 9 maggio alle ore 17 una mostra dedicata a Pino Pascali, uno dei più grandi interpreti dell'arte italiana del Novecento e tra gli esponenti più significativi dell'arte povera.
Pino Pascali, scultore, scenografo, performer e disegnatore, è tra i quattro artisti italiani scelti dal curatore Okwui Enwezor per il padiglione internazionale della 56. edizione della Biennale di Venezia, intitolata All the World's Future, inaugurata mercoledì 6 maggio.

La mostra, realizzata in collaborazione con il Museo Diocesano d'Arte Sacra di San Fermo Maggiore e l'Associazione Amici del Centro d'Arte Spaziotempo, indaga il rapporto tra arte contemporanea e sfera del sacro. Nel suggestivo ambiente della Chiesa inferiore di San Fermo Maggiore a Verona, saranno presentate quattro opere su carta inedite in cui l'artista pugliese affronta il tema del divino nella raffigurazione del volto di Cristo. Queste opere appartengono agli anni giovanili, tra 1957 e il 1958, periodo in cui Pascali era ancora studente all’Accademia di Belle Arti. Le immagini di Cristo, realizzate con la tecnica “a stampo”, introducono un aspetto meno conosciuto dell'eclettica produzione artistica di Pino Pascali.

"I quattro Cristi fanno parte di un periodo in cui Pascali era ancora studente all’Accademia di Belle Arti. A quei tempi, tornava spesso in Puglia dai suoi genitori. Insieme ad altri suoi amici coetanei e compagni d’Accademia anche loro pugliesi, a volte andava a trovare un ricco uomo d’affari, Sergio Mantovanelli, il quale amava l’arte e viveva con sua moglie in una stupenda villa sul mare a Brindisi.

(…)Pino Pascali ci lascia queste quattro immagini: di un uomo, proprio come fu Gesù Cristo, di un’impronta enigmatica e misteriosa, proprio come è la Sindone.
Quattro volti silenti e al tempo stesso carichi di storia e di storie dei quali noi, adesso, possiamo solo inebriarci nell’immaginare l’Uomo, il Padre, l’Eroe e il Divino".
(dalla presentazione di Claudia Lodolo)

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Pino Pascali a Bagno Vignoni (SI)

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ART HOUSE
piazza del Moretto 40, Bagno Vignoni (SI)

dal 2 maggio al 5 luglio 2015

PINO PASCALI | STILIZZAZIONI? NON SOLO


TEL. 0577 887054

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Art-House inaugura la seconda mostra con la collaborazione dell'Archivio dell'opera grafica di Pino Pascali di Firenze, della Galleria Granelli di Livorno e della Collezione privata di Carla Lodolo Ruta.Viene confermata la cultura espositiva che integra competenze e proprietà private, di enti e di altri centri d'arte moderna e contemporanea.Proponiamo ai visitatori della mostra un contratto diretto con Pascali stilizzatore: termine desueto, ma utile per cogliere la ricerca dell'artista nella composizione grafica dell'immagine.

L'opera in copertina, Moschettieri, svela l'evoluzione creativa che presenta il gesto grafico: particolari ripetuti costruiscono i “personaggi-puzzle” dopo assemblaggi sofferti, cancellazioni e scarabocchi.

Non solo stilizzazioni, come la percezione delle opere in mostra evidenzierà quando il segno dell'artista si sposta su materiali e supporti inusuali, come in Arciere - FondaleDinosauro o Mascherone. Un esito estetico altrettanto importante – Pascali scultore – è riscontrabile quando la committenza pubblicitaria è sostituita da una libera ispirazione, in cui i contesti di origine pugliese e costiera si alternano a memorie di giochi d'infanzia con armi e animali.

Pino Pascali rappresenterà l'Italia nella sezione Internazionale della LVI Biennale di Arte Contemporanea di Venezia.

 

UN PONTE DI IDEE FRA CARTA E METALLO

Fra la carta e il metallo il legame è difficile. E’ difficile se si parla di materia. Ma se a legare due elementi così diversi fra loro è il contenuto, allora le cose cambiano.
E’ su questo gioco di materiali e di soggetti che viene presentata la mostra di disegni di Pino Pascali, disegni realizzati nel periodo della sua collaborazione con Sandro Lodolo per i caroselli pubblicitari. Arcieri, aborigeni, pesci, dinosauri e armi sono alcuni dei soggetti che fanno da ponte fra l’elemento carta e le sculture in metallo, ma anche con le sculture in tela centinata, in lana d’acciaio o catrame che Pascali  realizzava nello stesso periodo.
Pino Pascali – come si è detto – lavorò per la pubblicità accanto a Sandro Lodolo, per dieci anni; un mondo, questo, fatto di tanti elementi, ma dove chiaramente carta e cartoncino prevalgono su tutti.
Dalla carta, i disegni cambiavano supporto e diventavano altro, decine di fotogrammi, e si trasformavano in pellicola, dando vita a sigle e caroselli e arrivando così, attraverso il tubo catodico, in tutte le case degli italiani, o almeno di quelli che nei primi anni ’60 avevano il televisore in casa! Era comunque un mezzo straordinario che incuriosiva e conquistava un pubblico sempre crescente e, chiaramente, riempiva di emozione e orgoglio l’animo di chi vedeva trasmettere i caroselli e le sigle a cui aveva lavorato.
Quegli stessi anni, i dieci anni di pubblicità, dal 1958 al 1968, erano anche i dieci anni artistici di Pascali, i medesimi in cui realizzò il ciclo dei pezzi anatomici, degli animali, delle armi e degli attrezzi agricoli e tutti i suoi lavori, anche quelli scenografici per la RAI.
In questi anni c’è quindi un misto di produzioni a cui Pascali si dedicava con uguale professionalità. La sua creatività si destreggiava fra i tanti impegni e fra le svariate lavorazioni nelle quali si trovava a inventare e proporre continue soluzioni e idee. Per questo motivo, proprio per questa mescolanza di impegni, si trovano spesso, nelle sue produzioni, elementi simili, soggetti affini e idee ricorrenti. I disegni qui raccolti, pur essendo per specifici caroselli o appunti per sigle televisive, si possono collocare a metà, in un percorso di passaggio, di andata e ritorno da diversi obiettivi, diventando, a volte, anche lo spunto, l’appunto creativo per fare poi altro; dalla carta alla pellicola e al metallo o dalla tela alla pellicola e di nuovo alla carta.
Disegni di pesci, di pellicani e di dinosauri nuotano, volano o… riposano accanto ai pesci, ai pellicani e ai dinosauri fatti di tele centinate da cui prendono vita o ai quali loro stessi hanno dato vita… I formiconi si affiancano alla gigantesca “Vedova blu” di peluche, e la mitragliatrice e il cannone di metallo strizzano l’occhio al piccolo, colorato razzo su carta. E ancora, le corazze di lamiera su tavola fanno eco ai complicati costumi dei samurai, realizzati nel 1965 per gli spot della RAI “Radio tele fortuna”.
Pascali, si sa, non dava nulla per scartato quando si parlava di creatività, anzi! Il suo estro versatile e la sua fantasia poliedrica non si sarebbero mai fermati a classificare un materiale superiore e uno inferiore. Ognuno serviva per le sue specifiche caratteristiche. Non a caso, in seguito ad un carosello per i biscotti Maggiora, del 1965, realizzò numerosi personaggi tridimensionali fatti di carta, cartoncino, stoffe, legno e piccoli oggetti in materiali diversi, assemblati insieme secondo l’esigenza. Alcuni di questi personaggi, per la loro fragilità, sono andati distrutti. Ma rimangono in alcune fotografie: sono passati dalla materia tridimensionale alla carta, come molte sue cose. Se poi i materiali sono diversi e distanti da loro, come il metallo e la carta, non importa: a collegarli ci sarà sempre un ponte, un ponte di idee!
Claudia Lodolo

 

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Pino Pascali a Palermo

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Il Museo Civico di Castelbuono (Palermo) è lieto di presentare due mostre realizzate in collaborazione con la Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a Mare (Bari): Pino Pascali,l’africano, la prima esposizione mai realizzata prima in Sicilia dedicata ad uno dei maggiori protagonisti dell’arte italiana del Ventesimo secolo, il cui lavoro quest’anno sarà esposto alla 56ª Esposizione internazionale d'Arte della Biennale di Venezia curata da Okwui Enwezor. E la doppia personale di Virginia Ryan, che presenta l’installazione Sirens in dialogo con un gruppo di opere dell’artista africano Frédéric Brouly Bouabré, incentrata sul mito delle sirene.
I progetti, a cura di Laura Barreca, Direttore del Museo e Santa Nastro, per la Fondazione Pino Pascali presentano una parte della produzione di Pino Pascali (1935 – 1968) ispirata al mito del selvaggio e al primitivismo, con l’intento di riattualizzarne la ricerca attraverso il lavoro intimamente legato alla tematica del Mediterraneo e dell’Africa, e alle loro mitologie condivise. 
La mostra Pino Pascali, l’africano ricostruisce l’interesse dell’artista pugliese verso la ricerca di origini e di stili di vita più a contatto con la natura, in contrapposizione al mito della società moderna e del progresso tecnologico e industriale degli anni Sessanta, tema che ha suscitato l’attenzione di artisti e intellettuali, come il filosofo Claude Lévi-Strauss. Nel cinema, Tarzan è l’eroe per eccellenza dell’epoca e i film dei quali è protagonista, già in produzione dai primi decenni del Novecento, vengono diffusi e riprodotti a grande richiesta. Pino Pascali, particolarmente sensibile a queste tematiche, amava farsi fotografare abbigliato come un ‘selvaggio’, senza fare mistero di ispirarsi direttamente al personaggio fantastico di Tarzan.
L’interesse per il “primitivo” è presente in diverse opere di Pascali: dagli spot pubblicitari in cui raffigura animali della savana per lo studio Lodolo-Saraceni – in mostra a Castelbuono – fino alle finte sculture rappresentanti frammenti di dinosauri e cetacei; e ancora le liane, i ponti realizzati in strutture di pagliette di lana d’acciaio e gli attrezzi agricoli. Questi ultimi lavori, molti dei quali utilizzati come elementi delle sue azioni performative, sono documentati in mostra dalle fotografie provenienti dall’archivio del Museo Pino Pascali e dal video Africa, realizzato negli anni Sessanta per la RAI, dove Pascali lavora come aiuto-scenografo per trasmissioni che ottengono un grande successo di pubblico. In mostra sono esposti inoltre la serie dei Totem realizzati nella metà degli anni Sessanta con tecniche e materiali misti.
Una sezione didattica della mostra sarà dedicata alla proiezione dei documentari che approfondiscono la figura dell’artista e alla grande influenza che continua a esercitare il suo lavoro oggi, con un apparato di materiali cinematografici prodotto dalla Fondazione Museo Pino Pascali. Tra questi, il raro e prezioso film-tv prodotto da RAI TRE Pino Pascali o le trasformazioni del serpente del regista Marco Giusti e alcune produzioni realizzate nell’ambito del progetto arTVision – a live artchannel che raccontano l’opera di Pino Pascali e la vitalità del pensiero e della sua opera nell’arte contemporanea.
Fa da “contraltare” all’opera di Pino Pascali una doppia personale allestita nelle ex-scuderie del Castello, che coniuga passato e presente, attraverso la relazione con l’Africa e i suoi miti. Sono esposte le grandi sirene dell’artista australiana Virginia Ryan che da diversi anni lavora tra l’Italia e l’Africa, indagando il tema delle migrazioni, della memoria, della perdita e della trasformazione. Durante la sua permanenza tra il Ghana e la Costa d’Avorio la Ryan ha realizzato delle installazioni attraverso le quali la cultura e la spiritualità delle popolazioni indigene vengono rilette in un’ottica legata al vivere contemporaneo.
Dall’acqua come elemento d’origine e distruzione, con cui l’uomo da sempre si confronta trovandovi le proprie metafore esistenziali più intense, emergono le sette sculture di Surfacing, realizzate da Virginia Ryan in ferro e hair exstensions, ritraduzione del mito di Mami Wata (dall’inglese ‘Mammy Water’), con cui gli abitanti anglofoni chiamavano le immagini di una divinità mezza donna e mezza pesce delle popolazioni costiere dell’Africa Occidentale. Divinità sovrapponibile, nella sua ambivalenza di potenza seduttiva creatrice quanto distruttiva, al mito mediterraneo della sirena, il cui dolce canto stregava i naviganti. Mare nostrum, elemento e mito ancestrale, teatro di tragedie quotidiane legate all’emigrazione.
Accanto alle grandi code di lunghi capelli neri con cui Virginia Ryan raffigura le divinità africane, come emerse dagli abissi marini e fluttuanti nell’aria, sono esposti alcuni disegni di sirene che Frédéric Brouly Bouabré, il più importante artista ivoriano -scomparso lo scorso anno- ha voluto realizzare per l’artista australiana nel 2010, a testimonianza delle loro affinità elettive. Si tratta di una serie di piccole opere a matita su carta, secondo il tipico formato adottato da Bouabré: una piccola immagine disegnata a penna e matita su una cartolina, circondata da un testo che corre sul bordo. Con questa stessa tecnica, Bouabré ha realizzato migliaia di “cartes postales” sui quali ha sempre realizzato disegni colorati intorno ai quale corre un testo. Ed è la scrittura “un rimedio che combatte l’oblio” che Bouabré ha utilizzato per raccontarci una storia, un’impressione, per riportarci attraverso la rivelazione dei segni, la conoscenza universale.


Il catalogo della mostra Pino Pascali, l’africano, edito da Kalòs Edizioni, con un testo introduttivo delle curatrici Laura Barreca e Santa Nastro, contiene i saggi Radici di Terra e di Mare di Rosalba Branà, direttrice della Fondazione Pino Pascali; Pascali, Tarzan, il mito del selvaggio e la nostalgia d’Africa di Marco Tonelli, autore del saggio Pino Pascali. Il libero gioco della scultura (Johan&Levi, 2011). La brochure della mostra Sirene di Virginia Ryan e Frédéric Bruly Bouabré contiene un’intervista di Valentina Bruschi a Virginia Ryan.  
Durante il periodo della mostra il Museo Civico organizza dei laboratori didattici a cura di Giulia Gueci, realizzati sulle “pratiche africane” di Pino Pascali, e un calendario di rappresentazioni teatrali all’interno dell’installazione di Virginia Ryan, dal titolo La strada verso Itaca, a cura dell’Associazione teatrale Fiori di Carta.


Biografie artisti in mostra:

Pino Pascali (Bari 1935 – Roma 1968) è considerato una delle figure più importanti e significative nella scena artistica e culturale italiana degli anni Sessanta. Ebbe una carriera folgorante nel campo dell’arte e della comunicazione visiva: dalla prima mostra personale alla Galleria La Tartaruga di Roma nel 1965, alla Biennale di Venezia del 1968. Allievo di Toti Scialoja all’Accademia di Belle Arti di Roma, Pascali si dedicò molto alla scenografia e alla pubblicità, collaborando con la RAI e la Lodolo-Saraceni Film, casa di produzione di film d’animazione, caroselli, spot pubblicitari e sigle televisive. Insieme a Boetti, Schifano, Festa, Kounellis e altri celebri esponenti dei movimenti dell’Arte Povera e della Pop romana, Pascali fu influenzato dalle tendenze internazionali, come il New Dada, la Pop Art, la Land Art e l’Arte Concettuale, sebbene risulti difficilmente collocabile nell’una o nell’altra corrente artistica. Le installazioni ambientali e le sculture di Pascali sono generalmente costituite da assemblaggi di materiali poveri o di riciclo, combinando, in modo creativo, forme arcaiche della cultura e della natura mediterranee (l’agricoltura, il mare, la terra e gli animali) con le forme infantili del gioco e dell'avventura, insieme alle icone e i feticci della cultura di massa. Morì tragicamente a Roma, all'età di 33 anni, lasciando un’eredità visuale, creativa e immaginifica oggi riconosciuta in tutto il mondo. 


Virginia Ryan (Canberra, Australia, 1956. Vive tra l’Italia, la Costa D’Avorio e il Ghana) nata in Australia, ma cittadina italiana dal 1981, si è laureata alla National School of the Arts di Canberra (1979) e specializzata in Arteterapia all’Università di Edimburgo (1995). Ha vissuto e lavorato in Egitto, Brasile, Scozia e nell’Ex-Yugoslavia. Dal 2000 vive e lavora a Trevi, vicino Perugia, e ad Accra (Ghana) dove nel 2004 e co-fondatrice della piattaforma Foundation Of Contemporary Art. Dal 2009 inizia a lavorare in Costa D’Avorio, prima con uno studio ad Abidjan poi, dal 2013, nella città di Gand Bassam, la vecchia capitale coloniale, ora Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Tra le sue mostre recenti nel 2010 Surfacing’Dak’art (Biennale di DakarOFF) Senegal, a cura di Yacouba Konate e “Exposures” Biennale di Malindi. Virginia Ryan utilizza pittura, fotografia, scultura e installazione, e realizza progetti in collaborazione con artisti, antropologi e musicisti per approfondire tematiche legate alla terra, all’identità e alla memoria. Dal 2008 ha partecipato alle Biennali di Dakar, Malindi e Venezia e nel 2014 la Fondazione Museo Pino Pascali le ha dedicato la mostra personale Fluid Tales.


Frédéric Bruly Bouabré (Zéprégühé, Costa d’Avorio, 1921 – Abidjan, Costa d’Avorio, 2014) conosciuto come poeta, scrittore, cantastorie, archivista e artista, a partire dagli anni Quaranta, Bouabré inizia la sua riflessione sull’universo inteso come un grande testo da interpretare per svelare le connessioni intrinseche tra tutte le cose, a cui ha dedicato parte della sua vita attraverso la stesura di un manoscritto sulle tematiche esistenziali. In seguito, Bouabré inizia a trascrivere questi argomenti in forma grafica, disegnando a matita e penna sulle celebri tavolette, formato cartolina, sviluppando una tesi personale sulle relazioni tra linguaggio, simbolo, fenomeni naturali e modi di vivere africani. In oltre un centinaio di manoscritti, l’artista ha espresso la sua concezione aperta del mondo, abbracciando anche superstizioni locali, l’interpretazione delle nuvole e un suo sistema di colori con relativi significati, con l’ambizione di abolire le diversità. I suoi disegni dalle forme semplici sono circondati da un passe-partout con un testo esplicativo. A partire dagli anni Cinquanta Bouabré, convinto che l’autoconsapevolezza africana necessitava di una scrittura diversa da quella imposta dal potere coloniale, sviluppò un nuovo alfabeto Bété (sua etnia) per conservare una tradizione orale, oggi raccolto nell'enciclopedica serie di opere intitolate La Connaissance du Monde. Dopo la partecipazione alla mitica mostra Le Magiciens de la Terre al Centre Pompidou di Parigi nel 1989, l’artista ha preso parte a numerose mostre e biennali quali Johannesburg e Kwangiu (1997), Sidney (1998), Istanbul (2001) e Documenta 11 (2002).
 


INFORMAZIONI:

Mostre: Pino Pascali l’africano e Sirens di Virginia Ryan e Frédéric Brouly Bouabré

In collaborazione con: Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare

A cura di: Laura Barreca e Santa Nastro

Catalogo: progetto di Paolo Di Vita

Edizioni: Kalòs
Periodo: 29 marzo 2015 – 28 giugno 2015

Indirizzo: Museo Civico di Castelbuono, Castello dei Ventimiglia, P.zza Castello – Castelbuono (Palermo).

Telefono: 0921.671211

Orari: ma-do dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.00

Biglietto: intero € 4,00; ridotto € 2,00 (adulti oltre i 65 anni e ragazzi dagli 8 ai 18 anni, scolaresche e gruppi superiori a 12 persone); omaggio per bambini di età non superiore a 7 anni.

Sito web: www.museocivico.eu

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Rai Edu | "I Killers" di Pino Pascali

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Maria Alicata, curatrice della mostra Re-generation al MACRO di Roma,
racconta la genesi del lavoro de I Killers e il percorso della ricerca di Pino Pascali.
guarda il video

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Contaminazioni. Pino Pascali e il cinema anni ‘60

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Fondazione Museo Pino Pascali
Polignano a Mare (BA)
Contaminazioni. Pino Pascali e il cinema anni ‘60
Mostra e workshop dal 20 ottobre al 18 novembre 2012
vernissage sabato 20 ottobre, ore 10:30

 

La Fondazione Museo Pino Pascali organizza nell’ambito della Sezione Didattica, la mostra ‘Contaminazioni. Pino Pascali e il cinema anni ’60’, a cura di Yamuna J. S. Illuzzi e Serena Specchio, in collaborazione con la Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo – Mediateca regionale.
L’inaugurazione e la prima visita guidata sono previste per sabato 20 ottobre, alle ore 10:30.
La mostra intende indagare i possibili influssi tra l’opera artistica di Pino Pascali e il cinema attraverso una selezionata esposizione di manifesti e locandine dei film prodotti e distribuiti nelle sale cinematografiche tra il 1960 e il 1968, anno della scomparsa dell’artista.
Il percorso espositivo si snoda tra manifesti e locandine originali, spezzoni di film e pannelli fotografici atti a comparare le contaminazioni volontarie e involontarie tra Arte e Cinema, due linguaggi entrambi basati sull’immagine.

L’arte visiva e il cinema anni 60’ possono essere studiati di pari passo per ricostruire alcuni aspetti dell’Italia anni ’60 quali il boom economico, la guerra in Vietnam e la protesta giovanile, la ricerca di una dimensione più armonica con la natura e l’attenzione delle nuove generazioni verso scenari pacifisti e gli studi di antropologia culturale.
La produzione dell’artista pugliese si è articolata in cicli di opere e, per alcuni di essi, è stato possibile trovare precise corrispondenze in ambito cinematografico.

Le sezioni in cui si articola la mostra sono:

Pascali e la sua Africa

La società sempre più tecnologizzata, meccanizzata ed industrializzata degli anni ’60 muove l’attenzione degli studiosi, come Levi-Strauss, verso orizzonti opposti, la ricerca delle origini e di stili di vita più naturali. Tarzan è l’eroe per eccellenza dell’epoca e i film dei quali è protagonista, già in produzione dai primi decenni del ‘900, non solo conoscono ampia diffusione ma vengono anche riprodotti in gran copia e finanziati nuovi episodi (Tarzan in India, Tarzan contro gli uomini blu, etc.). L’interesse per il selvaggio e il primitivo si leggono in diverse opere di Pascali: gli spot pubblicitari in cui raffigura animali della savana per lo studio Lodolo-Saraceni, le finte sculture rappresentanti frammenti di rinoceronti, dinosauri ed enormi cetacei e ancora le liane, i ponti realizzati in strutture di pagliette di lana d’acciaio, gli attrezzi agricoli, etc.

Il gioco delle Armi

Le Armi per Pino Pascali hanno una valenza soprattutto estetica, sono assemblaggi di oggetti disparati che imitano armi vere ma che, a differenza di queste ultime, non sparano. Gli spazi espositivi si trasformavano in campi da gioco-militari e, per aumentare la finzione, Pascali stesso si metteva in scena travestendosi da soldato. Il personaggio cinematografico che ha una simile visone delle armi è James Bond. L’agente 007 in ogni episodio della saga sfoggia innumerevoli gadget, dalla sigaretta esplosiva alla scarpa-pugnale (Agente 007 – Si vive solo due volte, Agente 007 – Dalla Russia con amore, etc.). Le armi non rispecchiano per nulla la pericolosità che viene loro attribuita nel mondo reale ma, al contrario, la giocosità e la funzione estetica.

Dolce Roma anni ’60

La Roma del boom economico nella quale il giovane Pascali visse, studiò ed operò come artista viene descritta attraverso film dell’epoca come La dolce vita, Uccellacci e Uccellini, I mostri.
Uno degli aspetti, prodotti del benessere economico, sui quali Pascali si sofferma maggiormente è l’immagine della donna, il cui corpo negli anni ’60 viene liberato dalle costrizioni precedenti ma anche mercificato e riproposto ossessivamente (Lolita, Le tentazioni del dottor Antonio in Boccaccio ’70). L’artista pugliese in opere come Seni, Gravida, Grande bacino di donna, Primo Piano Labbra, ingrandisce dettagli del corpo femminile mostrandosi così molto vicino alle istanze della Pop Art americana; allo stesso periodo appartengono alcune opere in cui rimpicciolisce monumenti romani: Roma è la vera protagonista che stimola l’immaginario anche  degli artisti amici di Pascali, da Cesare Tacchi a Franco Angeli, da Sergio Lombardo a Renato Mambor, figure fondamentali della ‘Scuola di Piazza del Popolo’.


La mostra è visitabile nei seguenti giorni ed orari:
dal 20 ottobre al 18 novembre 2012
dal martedì alla domenica ore 11–13 / 17-21 lunedì chiuso
Ingresso libero


www.museopinopascali.i

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Controradio | intervista a Claudia Lodolo su Pino Pascali

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Intervista radiofonica su "Bellavista" di Raffaele Palumbo (Controradio) a Claudia Lodolo sulla monografia
"32 anni di vita circa. Pino Pascali raccontato da amici e collaboratori" presentato al Museo Fattori di Livorno
il 19 ottobre 2012

Controradio

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L'Altro Pascali

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invito

L'Altro Pascali 
Un itinerario attraverso le opere di Pino Pascali per cinema e televisione 

a cura di Ludovico Pratesi e Daniela Ferraria 

Fondazione Pescheria Centro Arti Visive - Pesaro
inaugurazione 14 luglio ore 19
15 luglio - 9 settembre 2012

 

La mostra presenta il lavoro dell’artista Pino Pascali per la pubblicità televisiva e per il cinema, realizzato agli inizi degli anni ’60. Una campionatura che riunisce i diversi aspetti dell’attività professionale dell’artista come grafico pubblicitario: dai disegni agli scatti fotografici, dagli storyboards ai pupazzi costruiti con cartone e materiali assemblati. Per la prima volta questi materiali rari e in molti casi del tutto inediti, arrivano in uno spazio museale italiano.
Pino Pascali esordisce come grafico negli anni  Sessanta e manifesta fin dall’inizio una inventiva e un'ironia che caratterizza anche la sua ricerca artistica successiva. I materiali riuniti in occasione di questa mostra, tutti realizzati su commissione, testimoniano in maniera evidente la duttilità dell’artista e la sua grande capacità di adattare lo spirito del disegno alle esigenze del prodotto pubblicizzato. Alcuni bozzetti sono macchiette, definite con un tratto scattante e divertente, accompagnati da immagini concise ed essenziali, quando le sigle dei prodotti richiedono messaggi diretti e sintetici.
La prima parte della mostra riunisce cento opere autografe, tra studi, disegni su carta e su acetato oltre ad alcuni collage, esposti come un ininterrotto flusso creativo su un unico pannello, che corre lungo  la parete principale del Loggiato. Nell’ex chiesa del Suffragio si possono ammirare le fotografie degli spot realizzati e i video di popolari programmi televisivi come Carosello, Intermezzo e TV 7, dove si possono riconoscere i personaggi rappresentati nei disegni, che prendono vita attraverso l’animazione sotto forma di  pupazzi e storie che  attraverso la televisione sono entrati nella memoria degli italiani. I filmati sono stati ritrovati  negli archivi della Rai da Marco Giusti, studioso di cinema e pubblicità televisiva, che li ha proposti nella sezione Slittamenti della Biennale di Venezia del 1993, curata da Achille Bonito Oliva.
In catalogo, oltre ai testi dei curatori, viene ripubblicato un testo di Vittorio Rubiu, il critico che ha presentato la mostra dei disegni di Pascali nel 1991 nella galleria Arco d’Alibert a Roma, e alcune interviste a Sandro Lodolo e a Marco Giusti, raccolte da Claudia Lodolo.
La mostra “L’Altro Pascali” è realizzata grazie al sostegno di: Comune di Pesaro, Bertozzini costruzioni, Gamba manifatture 1918, Ifi-Arredi Bar Gelaterie Pasticcerie, Isopak Adriatica Spa, gli sponsor tecnici Hotel Alexander Museum, Il Pesaro.it e Acanto.

per maggiori informazioni:
Fondazione Pescheria

 

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opera in esposizione: 

Pino Pascali, Tre leoni, 1962-1963
grafite su carta, cm 28x22
Collezione Frittelli Arte Contemporanea, Firenze
Courtesy Archivio dell'Opera Grafica di Pino Pascali

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Re-generation

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re-generation

RE-generation

27 giugno - 9 settembre 2012
MACRO Testaccio
a cura di Maria Alicata e Ilaria Gianni

Re-generation è una grande esposizione collettiva che riunisce circa 40 artisti di diverse generazioni e vuole essere una fotografia sullo stato dell'arte contemporanea a Roma, svelando al pubblico alcune delle ricerche e delle sperimentazioni più interessanti. Roma, negli ultimi anni protagonista di una rinascita culturale che ha visto l'apertura di nuovi musei pubblici, gallerie e fondazioni private, è fulcro di un fermento artistico e produttivo che l'ha riportata al centro della scena culturale internazionale. La presenza inoltre di un folto numero di giovani artisti e il moltiplicarsi delle voci critiche e curatoriali alimentano questa fase attraverso la produzione, la ricerca e la sperimentazione. La mostra, che intende restituire questa grande vitalità, propone un percorso articolato tra video, installazioni, fotografia e performance, selezionando alcuni dei più significativi artisti, nati e attivi a Roma o che hanno scelto la città come tappa importante del loro percorso. Re-generation raccoglie opere inedite e molto recenti di - tra gli altri - Carola Bonfili, Tomaso De Luca, Rä di Martino, Jean Jacques Du Plessis, goldiechiari, Emiliano Maggi, Matteo Nasini, Eddie Peake, Nicola Pecoraro, Mary Raid Kelly, Pietro Ruffo, Giulio Squillacciotti, Paolo W. Tamburella, Carlo Gabriele Tribbioli, Nicole Wermers, Raphaël Zarka e Marco Raparelli, quest'ultimo ideatore dell'immagine guida della mostra. Re-generation includerà inoltre una selezione di opere dei maestri storici che hanno lavorato e vissuto in città - da Fabio Mauri a Luigi Ontani, da Gianfranco Baruchello ad Alighiero Boetti e Pino Pascali - per interrogarsi sull'attualità e sul ritorno di alcuni elementi distintivi dell'estetica dei grandi artisti del recente passato. 

Nell'ambito della mostra RE-generation verrà presentato il progetto sulla serie de I Killers, la banda di gangster degli anni Trenta, realizzata da Pascali su commissione per l'Algida nel 1960. Le opere esposte fanno parte della Collezione Frittelli Arte Contemporanea di Firenze e saranno corredate da un video a cura dell'Archivio dell'Opera Grafica di Pino Pascali.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo bilingue, edito per la nuova serie di pubblicazioni MACRO-Quodlibet, che raccoglie un'indagine sull'evoluzione del panorama culturale romano.

Artribune video

Artribune articolo

MACRO.org

Rai Edu 

 

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opera in esposizione:

Pino Pascali, Al Cafone, 1961
tecnica mista su carta fotografica, cm 24,7x31
Collezione Frittelli Arte Contemporanea, Firenze
Courtesy Archivio dell'Opera Grafica di Pino Pascali
 
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PINO PASCALI. Mediterraneo Metropolitano | Parma

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a cura di Enza Bergantino e Rossella Romito

Inaugurazione 3 febbraio 2012 ore 18.30

3 - 26 febbraio 2012
martedì – sabato ore 20.00-23.30 / domenica ore 15.00 - 18.00
Teatro Due (Spazio Minimo e Spazio delle Caldaie)
Viale Basetti 12/A - 43121 Parma

 

Pino Pascali. Mediterraneo Metropolitano è una mostra innovativa dedicata all’artista pugliese che verrà inaugurata a Teatro Due (Spazio Minimo e Spazio Caldaie), in Viale Basetti 12/A a Parma, il prossimo venerdì 3 febbraio e proseguirà fino al 26 febbraio 2012. La mostra mette in risalto l’amore di Pascali per la sua terra natia (Polignano a Mare in provincia di Bari) legata a quei valori tipici del mondo contadino e, allo stesso tempo, il fascino che su di lui esercitava l’energia totalmente nuova della metropoli americana. L’iniziativa è a cura di Enza Bergantino e Rossella Romito, studentesse del Corso di Laurea in Storia, critica e organizzazione delle Arti e dello Spettacolo dell’Università di Parma. Il progetto di mostra nasce dall'idea di voler dare continuità alla mostra didattica che le studentesse hanno realizzato nell’ambito del workshop “Pensare per fare”, tenuto dalla Professoressa Francesca Zanella ed è supportato dal finanziamento proveniente dal Bando per le Attività Culturali e Sociali degli Studenti dell’Università di Parma per l’anno 2011.
La mostra intende ricostruire, attraverso un taglio critico e tematico originale e innovativo, il ruolo di Pino Pascali quale creatore di campagne pubblicitarie, in particolare dei video mandati in onda nella trasmissione RAI Carosello. La mostra ripercorre la produzione pubblicitaria di Pascali, che tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta ha lavorato in RAI come aiuto scenografo e presso la casa di produzione pubblicitaria Lodolo Film quale ideatore di personaggi e creatore di storyboard. Nel giro di pochi anni, Pascali ha popolato il Carosello di personaggi stravaganti, protagonisti di brevi film di animazione rimasti celebri nella storia della televisione. L’intento della mostra è anche di sottolineare come nell’attività di Pascali si possano riscontrare due anime, solo apparentemente in contrasto tra loro: la cultura mediterranea e il contesto metropolitano. In questo senso, Mediterraneo e Metropolitano possono essere pensati come “serbatoi di idee” ai quali l’artista attingeva in totale libertà per creare i suoi spot.
Nella cornice suggestiva dello Spazio Minimo del Teatro Due di Parma, che ben si sposa con la produzione in mostra dell’artista, il percorso espositivo si discosta dagli spazi solitamente deputati alle esposizioni d’arte e ben si accorda con la drammaturgia dello spazio teatrale.
L’allestimento è giocato sul tema della sospensione, in completo accordo con gli attrezzi di scena del palcoscenico teatrale che sono utilizzati da supporto alle opere; il visitatore è completamente immerso in uno spazio nero dove a farla da padrone sono le luci e viene invitato ad entrare “in scena”, a stretto contatto con le opere selezionate. Completano il percorso videoproiezioni di approfondimento sulle opere e sull’artista.
Nello Spazio Caldaie di Teatro Due saranno esposte le opere di quattro artisti emergenti (Lapo Simeoni, Miki Gorizia, Antonio Abbatepaolo e Pino Incredix) scelti dalle curatrici perchè conducono una riflessione artistica intorno alle tematiche del mediterraneo e del metropolitano. Lo scopo è quello di proporre ai visitatori della mostra dei possibili punti di contatto tra la produzione di Pascali presente in mostra e quella dei quattro artisti scelti.
La mostra è realizzata con il supporto dell’Università di Parma, in collaborazione con Fondazione Teatro Due che ospita e supporta l’allestimento e grazie al contributo dell’Ospedale “Piccole Figlie” di Parma, la Presidenza del Consiglio della Regione Puglia, Macro Servizi per la Comunicazione di Parma, l’azienda agricola Orchidea Frutta di Rutigliano (Bari) e l’agenzia Resta Viaggi di Corato (Bari). L’evento è patrocinato dal Comune di Polignano a Mare (BA) e dalla Fondazione “Pino Pascali”. E’ stato ideato
dall’Associazione “Pensare per Fare”, fondata da alcuni studenti dei corsi di Storia, critica e organizzazione delle Arti e dello Spettacolo e di Architettura dell’Università di Parma.

 

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opera in esposizione:
 

 Pino Pascali, Killer con scenografia, 1967
tecnica mista su acetato e cartoncino, cm 25x35

Collezione privata
Courtesy Archivio dell'Opera Grafica di Pino Pascali

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IL MONDO DI PINO PASCALI

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IL MONDO DI PINO PASCALI

arte/gioco/pubblicità
prorogata fino a domenica 15 gennaio 2012

Chiostro delle Clarisse - Noci (BA)
8 dicembre 2011 / 15 gennaio 2012
tel. 080 4974381

Orario di apertura: h 19.00 / 22.00 
Domenica e festivi: h 10.00 / 13.00 - 18.00 / 20.00

comunenoci.it

I BUFFI PUPAZZI DELL'UOMO-BAMBINO

Le quarantesei opere bidimensionali realizzate a tecnica mista e la scultura (un curioso soldatino tubiforme costruito con l'impiego di oggetti in parte già esistenti: un minuscolo, geniale, ready-made) che compongono questa piccola, raffinata mostra illustrano uno dei settori dell'attività di Pino Pascali, quello rivolto alla pubblicità, ai cartoons e all'animazione - meno conosciute dal grande pubblico, attratto piuttosto dalle grandi, suggestive opere tridimensionali che sono state e sono al centro di alcune grandi esposizioni nazionali e internazionali dedicate all'artista. Questa "dimenticanza" di cui solo di recente si sta giustamente ovviando attraverso un'intensa attività editoriale ed espositiva, non sembra però un caso, dato che lo stesso Pascali, a quanto riferiscono critici e amici che ebbero la fortuna di conoscerlo, in particolare il Calvesi e il Lodolo, non parlava volentieri di questa sua produzione, verso la quale forse non nutrì una particolare considerazione - spinto com'era dall'ambizione di fare la "grande arte" - e a cui pure si dedicò con contuinità e straordinario impegno a cominciare dagli anni immediatamente seguenti la sua uscita dall'Accademia di Belle Arti di Roma (dove aveva conseguito il diploma con lode in scenografia nel 1959, sotto la guida di Toti Scialoja, che lo aveva avviato alla conoscenza dell'arte americana contemporanea), quando strinse amicizia con Sandro Lodolo, titolare di una ditta di cortometraggi pubblicitari, con il quale lavorò continuativamente sino alla tragica morte avvenuta nel 1968: produzione peraltro che affranca, nel corso degli anni, quella in grande scala. Eppure queste opere, preparatorie e per sigle televisive, siparietti animati, cortometraggi, pubblicità, rappresentano una parte fondamentale del suo catalogo, una parte che sempre più, in questi ultimi anni, ha suscitato vivo interesse e raccolto apprezzamenti. Quello che soprattutto colpisce di questa ricca produzione, oggi purtroppo in parte dispersa e che non è soltanto "su commissione", com'è stato detto da alcuni, ma risponde anche alle esigenze espressive proprie dell'artista, è il rivelarsi in essa di un ossimoro che appare una costante in tutta l'opera del Pascali (anche quella che lo vede impegnato in prima persona, come creatore, attore o guitto, inteso nel senso migliore del termine, di alcuni indimenticabili cortometraggi): una vitalità, un'energia, una vulcanicità e poliedricità straordianarie che si traducono in una gioia e in un ludus quasi fanciulleschi, apparentemente ingenui ma in realtà sorretti e nutriti da un lavoro preliminare e da una quasi feroce autodisciplina. Non c'è nulla di casuale o di superficiale nella produzione grafica di Pascali, che all'epoca lo vide partecipare ad importanti campagne pubblicitarie ed eseguire loghi, sigle, disegni che, se sono fonte ancora oggi di sorpresa o puro divertimento da parte di chi li guarda, denunciano a chiare lettere la indiscutibile professionalità e le incapacità sperimentali ed innovative di un artista la cui parabola creativa, ricchissima di spunti e di opere, si consumò - non dimentichiamolo - nella breve stagione di un solo decennio, tanto intenso, vario e articolato da lasciare sconcertati. Ma è una produzione, quella grafica e destinata all'animazione, che anticipa anche le forme delle grandi opere tridimensionali, fornendoci i precedenti e le chiavi di lettura per seguire il processo creativo che ha portato alla realizzazione di queste ultime. Nelle opere destinate ad un mezzo come la televisione - all'epoca certamente meno diffuso di oggi ma sicuramente un luogo che offriva la posssiblità di sperimentare liberamente le proprie pulsioni creative molto più di quanto sia consentito nel mondo globalizzato attuale - Pascali mescola con apparente facilità i segni tipici dell'artista (linee sottili che compongono volumi, terse scenografie o sintetici corpi spesso cilindrici o, talvolta, semplici ma studiati scarabocchi che si trasformano misteriosamente in esilaranti esseri umani od animali: colori di cui il mezzo televisivo dell'epoca, in bianco nero, non ci permetteva di apprezzare la ricchezza ma che oggi emergono nella loro varietà e brillantezza o nelle loro raffinate cromie bigiobrune nei disegni originali) a quelli tipici dell'enigmistica, di colui che gioca con ironia con le parole e con le lettere, attraverso calembours e doppi sensi. Spiccano, tra le opere esposte, il bozzetto dedicato a Salvador, el matador del televisor, flessuosa e comica sagoma di torero alle prese con un'improbabile serie di tori, animazione realizzata per un carosello dell'Algida del 1962, o quello che mostra una schiera di impettiti soldatini in marcia per la pubblicità delle sigarette Amadis realizzata l'anno successivo, che li vede accendere la sigaretta anziché la miccia così come veniva loro ordinato (pubblicità di cui l'artista fu particolarmente orgoglioso, tanto da eseguire anche tavole e pannelli decorativi), o i buffi personaggi eseguiti per la pubblicità nei cinema rionali della libreria Maraldi di Roma. Ma le citazioni dovrebbero riguardare tutto l'insieme delle opere in mostra, alcune delle quali esposte per la prima volta, che ci permettono di entrare in questo magico, rivisitato mondo in cui si alternano killers e poliziotti, ergastolani, briganti, soldatini, cavernicoli, stregoni, pesci, balene, prostitute, pupazzi di neve, spazzacamini, guerrieri, re, arlecchini, cavalieri, cacciatori, vichinghi, travets, toreador e tori infilzati, samurai, pesci, coccodrilli - personaggi tutti deliziosamente (starei per dire delicatamente e liricamente) comici, fissati in un momento dell'animazione la quale darà loro ulteriore vita e capacità di divertimento - e di farci avvolgere dalle spire tentacolari e coinvolgenti dell'arte di Pascali, questo bambino-adulto morto troppo presto perché ha forse voluto vivere troppo intensamente.

Clara Gelao
Direttore Pinacoteca Provinciale di Bari

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Arte Povera 2011

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Arte Povera 2011
a cura di Germano Celant

Promossa da
Castello di Rivoli
Museo d’Arte Contemporanea
e Triennale di Milano

Coordinamento e catalogo
Electa

Da settembre 2011 apre al pubblico la mostra – evento Arte Povera 2011 a cura di Germano Celant, che si svolgerà contemporaneamente, fino ad aprile 2012, in diversi e importanti musei e istituzioni culturali attraverso l’Italia, nelle città di Bari, Bergamo, Bologna, Milano, Napoli, Roma e Torino.

L’iniziativa, che ha come fulcro il movimento nato nel 1967 con gli artisti Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio, presenta su scala nazionale e internazionale gli sviluppi storici e contemporanei di questa ricerca distribuendo le varie fasi e i singoli momenti linguistici in differenti luoghi: dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea di Rivoli-Torino, alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, dalla GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, al MADRE Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli, dal MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna, al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, dalla Triennale di Milano al Teatro Margherita di Bari.

Per maggiori informazioni:
triennale.org

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Pino Pascali
32 Mq. Di mare circa, 1967
30 vasche di alluminio zincato e acqua colorata all'anilina / 30 zinc-coated aluminum tubs and blue aniline-dyed water
cm 113 x 113 ognuna / 113 x 113 cm each
Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma

Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna.
Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali / With the permission of the Ministry of Heritage and Cultural Activities

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PINO PASCALI. Mediterraneo Metropolitano | Brescia

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PINO PASCALI. Mediterraneo Metropolitano

inaugurazione 24 settembre 2011 ore 16,30
in occasione della Notte Bianca dell'Arte di Brescia
24 settembre - 30 novembre 2011

Colossi arte contemporanea
Corsia del Gambero 13
25121 Brescia
www.colossiarte.it

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ENERGHEIA

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ENERGHEIA
a cura di Luciano Caramel

inaugurazione sabato 24 settembre 2011
ore 11.00 Ex Chiesa S. Francesco – Spazio Antonio Ratti, Largo Spallino, Como
ore 13.30 FAR - Fondazione Antonio Ratti, via per Cernobbio, Como
24 settembre – 20 novembre 2011

Superato il traguardo dei venti anni, Miniartextil, una mostra unica in Italia e tra le più importanti nel mondo, riparte con la 21° edizione che segna una svolta innovativa nel percorso della manifestazione. Ideata e organizzata all’Associazione culturale Arte&Arte di Como, curata da Luciano Caramel, la mostra si sviluppa attorno ad un unico tema centrale: “Energheia”. Cinque sedi espositive con eventi collaterali alla mostra. Tra gli artisti presenti con grandi installazioni: Angelo Filomeno, Joseph Beuys,
Pino Pascali, Marina Abramovic, Chiharu Shiota, Azra Aksamija, Alexandr Bordsky, Wlodzimierz Cygan, David Herbert, Kela Cremaschi. Dal 22 al 27 settembre in concomitanza con la settimana della moda, Miniartextil presenta a Milano un'anticipazione della mostra di Como, con installazioni di grandi dimensioni. Speciale per quest’anno, una raccolta di video e immagini dedicate alla Fiber Art del Giappone, un paese che le energie distruttive del terremoto hanno messo a dura prova. “Energheia 2011 miniartextil” gode del Patrocinio di: Ministero per i Beni e Attività Culturali, Regione Lombardia, Assessorato alla Cultura Provincia di Como, Assessorato alla Cultura Comune di Como, Camera di Commercio Como, Ordine degli Architetti PPC di Como. La mostra è sostenuta inoltre da Fondazione Antonio Ratti, Comune di Montrouge, Fondazione Musei Civici Veneziani e da sponsor privati.

LE OPERE in mostra: La sezione grandi installazioni è composta da opere create appositamente per la manifestazione e da opere scelte in aderenza al tema. Tra quelle confermate citiamo la forza espressiva di “Stardust”, un grande pannello in seta ricamata e swarosky di Angelo Filomeno, l’eleganza di corpi pulsanti che si confrontano, incrociando materiali tecnologici come i led ad elementi naturali come una rete di corteccia di palma in “Aura” della slovena Anda Klancic. Sempre dalla Slovenia arriva un altro lavoro che parla di luce in “Growing light” dei Bela Bela, un reticolo di tubi di tessuto bianco appesi da attraversare. Reti, tensioni, oggetti sospesi e tirati da forze contrastanti si ritrovano nei due grandi box di “Trauma/Alltag” della giapponese Chiharu Shiota, così come tiranti a ragnatela imbrigliano un tragico super eroe, uno spiderman realizzato con assemblaggi di materiali tecnologici recuperati dal giovane artista americano David Herbert in “Charlotte’s web”. Un reticolo tra scienza e natura è “Tree” della turca Oznur Enes intestini essiccati a forma di embrioni a definire un organismo vivente. Flavio Lucchini presenta un gruppo di coloratissime “Dolls” e alcuni quadri della serie “Burqa” presentata anche alla Biennale di Venezia 2011. Intimistico e riflessivo il lavoro del russo Alexandr Brodsky con “White windows”, light box retroilluminate posizionate a parete come moderne vetrate medievali da cui si intravedono aspetti anche frenetici della condizione umana; dalla chiesa alla moschea, l’energia dello spirito e l’intensità della preghiera si manifestano in “Flocking Mosque” della bosniaca naturalizzata austriaca Azra Aksamija, tappeti a rosone fatti di tessuti e ciabattine colorate. Di grande importanza il “Baco da setola” realizzato da Pino Pascali. Infine citiamo un pezzo storico legato al grande sisma dell’Irpinia, energia naturale che distrusse uomini e cose:“Vestito terremoto” di
Joseph Beuys. Nei minitessili troviamo diverse interpretazioni di "Energheia”: dal colore, alle forze vettoriali, alle sinapsi del cervello umano, alla forza dei contatti tra le persone, alla danza, alle riflessioni sulle fonti energetiche tra tecnologia e natura. Nelle espressioni più vicine alla scienza citiamo “Weave” rete da scossa elettrica o immagine al microscopio dell’artista giapponese Mihoko Sumi, “Radiazioni” della tedesca che risiede a Como Heidi Bedenknecht De Felice,“Nucleus” del serbo Zlatko Cvetovic ancora cavi di elettricità attorno a un centro e “Chain reaction” del colombiano Alvaro Diego Gomez Campuzano. Società, persone e comunicazione sono presenti nelle opere di: Genevieve Moisan con “Temptations”, Ieva Prane con “The energy of holidays”, Ludwika Zytkiewicz-Ostrowska con “Energheia From the cycle game” - tessere ad effetto domino - Almyra Weigel con “Tamed mouse”, la lotta quotidiana tra computer e scrivania, e Lucia Pagliuca con “Io-tu, noi-voi”. Descrivono la grande energia della natura le opere di Feliksas Jakubauskas “Earth pulsation” e Antra Augustinovica “Solar mystery”, mentre il colore esplode nelle matite vettoriali di “Energheia” di Aud Bakkelund, in “Dear dear” di Aya Takada e in “PETRA mirabila” di Yukako Sorai.
INFORMAZIONI GENERALI: Curata da Luciano Caramel, la mostra è ideata e promossa da Arte&Arte - progetto e realizzazione di Nazzarena Bortolaso e Mimmo Totaro. Con i Patrocini : Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Assessorato alla Cultura Provincia di Como, Assessorato alla Cultura Comune di Como, Camera di Commercio Como, Ordine degli Architetti PPC di Como. La mostra è sostenuta inoltre da Fondazione Antonio Ratti, Comune di Montrouge, Fondazione Musei Civici Veneziani e da sponsor privati.

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Pino Pascali dalla provincia al mondo

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PINO PASCALI dalla provincia al mondo
 in occasione della 75^ edizione della campionaria barese
a cura di Clara Gelao

inaugurazione 9 settembre 2011
10 settembre – 18 settembre 2011

Padiglione della Provincia di Bari
Fiera del Levante, Bari

Venerdì 9 settembre 2011 presso il Padiglione della Provincia di Bari all’interno della Fiera del Levante si è tenuta la presentazione della mostra “Pino Pascali: dalla Provincia al Mondo”, aperta dal 10 al 18 settembre 2011 presso il Padiglione dell’ente provinciale, in occasione della 75^ edizione della campionaria barese. L’evento rientra nell’ambito delle manifestazioni dedicate all’Arte Povera in corso in tutta Italia.

La mostra ospita 46 bozzetti e disegni pubblicitari, concessi in prestito da collezionisti locali.

esquimesi

opera in esposizione:

Pino Pascali, Esquimesi, 1960
tecnica mista su cartoncino, cm 25,5x33,5
Collezione privata

http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/09/13/foto/pino_pascali_in_fiera_arte_dalla_provincia_al_mondo-21628395/1/

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Luoghi, tempi e gente d'Italia

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Mostra_Farnesina

LUOGHI TEMPI E GENTE D'ITALIA
dalla Collezione d’Arte alla Farnesina
a cura di Silvia Cuppini e Stefano Tonti

inaugurazione domenica 26 giugno 2011 ore 18
26 giugno – 30 ottobre 2011

CART -  Centro per la documentazione dell’ARTe Contemporanea
Palazzo Pergoli, Piazza Mazzini - Falconara M.ma (AN)

In occasione delle celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia il CART – Centro per la documentazione dell’ARTe contemporanea di Falconara M. (An), propone una mostra dedicata alla ricorrenza scegliendo di presentare opere di artisti presenti alla Collezione d’Arte della Farnesina che si possono richiamare al tema o far riferimento alla storia d’Italia.
Partendo da alcune opere come nucleo centrale intorno alle quali identificare il senso della specificità del progetto, la mostra viene ad essere uno spaccato dell’arte contemporanea attraverso la lettura di aspetti e tematiche che si richiamano alla nostra Nazione, percorsi con stili, tecniche e temi diversi e diversificati da autori temporalmente e poeticamente anche distanti fra loro, ma che sono protagonisti riconosciuti nel panorama artistico nazionale ed internazionale.
La mostra inoltre contribuisce anche a rendere nota la tradizione del senso e dell’idea di una Collezione d’Arte come quella presente nel Palazzo della Farnesina a Roma, sede del Ministero degli Affari Esteri, quale modello di un ruolo didascalico riconoscibile e riconosciuto a codesta istituzione anche per la sua attività nell’ambito della valorizzazione dell’arte contemporanea. Ruolo riconosciuto anche dall’attività del CART di Falconara M. (An) contrassegnato, quest’anno, dall’inserimento, voluto da Vittorio Sgarbi, nei luoghi del percorso culturale consigliato in occasione delle manifestazioni della Biennale di Venezia.

Artisti in mostra:
LUOGHI: Gino De Domicis - Ubaldo Bartolini - Davide Benati - Antonio Corpora - Enzo Cucchi - Giorgio De Chirico - Fortunato Depero - Gianni Dessì – Piero Guccione – Virgilio Guidi – Bice Lazzari – Leoncillo – Giorgio Morandi – Ennio Morlotti - Nunzio – Fabrizio Plessi – Ascanio Renda – Mario Schifano – Ettore Spalletti

TEMPI: Franco Angeli – Corrado Cagli – Mario Ceroli – Ludovico De Luigi – Stefania Fabrizi – Giuseppe Gallo – Renato Guttuso – Carlo Levi – Osvaldo Licini – Luigi Mainolfi – Luca Matti – Maurizio Mochetti – Gastone Novelli – Pino Pascali – Franco Piruca – Michelangelo Pistoletto – Mario Sironi – Luciano Vistosi

GENTE: Umberto Boccioni – Carlo Carrà – Sandro Chia – Venanzo Crocetti – Filippo De Pisis – Stefano Di Stasio – Tano Festa – Renato Mambor – Mario Merz – Luigi Ontani – Vettor Pisani – Giò Pomodoro – Ottone Rosai – Mimmo Rotella – Scipione – Giuliano Vangi – Renzo Vespignani – Alberto Viani

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opera in esposizione:

Pino Pascali, F.S. Story (Storia del treno), 1963
tecnica mista su cartoncino, cm 23x70,5
Collezione Frittelli Arte Contemporanea
Courtesy Archivio dell'Opera Grafica di Pino Pascali, Firenze

http://artemisiacontemporanea.blogspot.com/2011/06/luoghi-tempi-e-gente-ditalia-dalla.html

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Fantasia della trasformazione. Pino Pascali

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Fantasia della trasformazione
Pino Pascali

Galleria Granelli
Piazza Luigi Orlando 5
Livorno

vernissage 11 giugno 2011 ore 18
11 giugno - 30 settembre 2011

Pino Pascali ha attraversato la storia dell’arte italiana come una folgorante meteora. Nato a Bari nel 1935 e morto a soli trentatré anni in un incidente motociclistico, è ritenuto con Boetti e Manzoni uno degli artisti d’avanguardia più innovativi del dopoguerra italiano.
Malgrado la fulminea carriera, già in vita ottenne un consenso pressoché unanime per la dirompente originalità del suo talento. Nel 1968, pochi mesi prima della morte, La Biennale di Venezia gli dedica una sala personale e i riconoscimenti postumi non si fanno attendere: si susseguono premi internazionali e mostre nei più prestigiosi musei d’arte contemporanea.
Senza argini la sua immaginazione, pronta alle manipolazioni e alle trasformazioni con assemblaggi d’oggetti d’uso quotidiano, di cose che gli capitavano sotto mano. Da bricoleur aveva creato con i più diversi utensili quelle armi che espose a Torino presso la galleria Sperone nel gennaio 1966 e che non furono senza influenze sulla nascita dell’Arte Povera.
Dopo aver frequentato il liceo artistico di Napoli che per lui era stato un mero tirocinio accademico, fu con l’arrivo a Roma nel ’55-'56 che Pascali, entrato all’Accademia nella Scuola di Scenografia tenuta da Toti Scialoja, cominciò a prendere coscienza di se stesso e della direzione in cui poteva avviare tutte le sue possibilità tecniche. Iniziò, come Warhol e altri artisti entrati nella storia dell’arte, nella scenografia pubblicitaria e cinema d’animazione, prima con la Incom, poi con la Saraceni – Lodolo Cinematografica, ed infine per quattro anni al Centro di produzione RAI-TV, come aiuto scenografo di “Studio Uno”. Non volle passare direttamente nel campo artistico ma aspettare l’occasione favorevole. Per quanto infatti, nel suo studio, fossero già stati Ileana Sonnabend e Pierre Restany, condotti da Plinio De Martiis, solo nel 1965 fece la sua prima mostra alla galleria La Tartaruga con grandi pezzi plastici. Un anno dopo Pascali aveva trovato nell’Attico di Fabio Sargentini la galleria che doveva decretarne la definitiva affermazione. Le grandi mostre realizzate all’Attico interessarono subito anche Alexandre Jolas: proprio alla viglilia della morte era stata fissata da Jolas una sua grande mostra a New York (dopo quelle di Milano e di Parigi). Da giugno a ottobre del 1968 fu invitato per una mostra personale alla XXXlV Biennale di Venezia presentata da Palma Bucarelli, direttrice della Galleria Nazionale d'Arte Moderna. Era stato conosciuto direttamente nel centro ormai dell’arte moderna questo artista nuovo che, pur essendo chiamato a far parte delle tendenze più avanzate del momento, non assomigliava a nessuno.
Una parola va detta sul lavoro di Pascali riguardante la pubblicità in cui travasò tutti gli umori giocosi e allegri della sua immaginazione (e continuò a versare, perché non abbandonò mai il mondo dei “caroselli” e della pubblicità) invenzioni deliziose e anche autentici capolavori, ricchi di spunti che poi, in forme diverse, riemergono nella sua attività di artista espositore. Tanto che oggi le loro quotazioni critiche sono in continuo rialzo. Come ha scritto Claudia Lodolo, “i lavori per la pubblicità realizzati da Pino Pascali tra 1958 e il 1968 – purtroppo ancora poco noti al grande pubblico – hanno pian piano guadagnato un posto di alto interesse e larga considerazione nel mondo artistico, tanto da definirli, al pari delle altre sue opere pittoriche o scultoree, creazioni di indiscutibile gusto e capacità creativa”.

http://www.galleriagranelli.it/mostre.php

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Pino Pascali. Ritorno a Venezia / Puglia Arte Contemporanea

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Pino Pascali. Ritorno a Venezia / Puglia Arte Contemporanea
Evento collaterale della 54. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia

PALAZZO MICHIEL DAL BRUSA'
Strada Nova 4391/A, Cannaregio, Venezia
vernissage 3 giugno 2011 ore 18-23
1 giugno - 1 agosto 2011
Curatori generali: Rosalba Branà, Giusy Caroppo
Coordinatore Sezione “Pino Pascali”: Anna D’Elia
Coordinatore esecutivo: Antonio Frugis

In occasione della 54. Esposizione Internazionale d’Arte - la Biennale di Venezia, la Fondazione Museo Pino Pascali, in collaborazione con la Regione Puglia, promuove una mostra-evento che rende omaggio a Pino Pascali, Premio per la Scultura ne La Biennale del 1968: un alto riconoscimento che ha consacrato ufficialmente l’artista pugliese (Bari 1935 - Roma 1968) nella storia dell’arte contemporanea e oggi riconosciuto tra i più importanti innovatori dei linguaggi del Novecento.
Il progetto “Pino Pascali. Ritorno a Venezia / Puglia Arte Contemporanea”, a cura di Rosalba Branà e Giusy Caroppo, presenta un percorso espositivo in tre sezioni, allestite nella cornice di Palazzo Bianchi Michiel sul Canal Grande.

La mostra dedicata a PINO PASCALI: coordinata da Anna D’Elia e accompagnata da testi di Chris Bennett, Marco Giusti, Simonetta Lux, Pietro Marino, Jessica Morgan, Marco Tonelli, esperti autorevoli dell'artista pugliese, presenta sculture e opere bi-dimensionali poco note al grande pubblico, carte, collage, scenografie, suddivisi per aree tematiche, dedicate all'Acqua, all'Africa, alle Armi. La Fondazione espone per la prima volta i 'cimeli', testimonianze uniche per una più profonda e privata ricostruzione biografica dell'artista. In mostra anche una serie di fotografie di Luigi Ghirri, il grande fotografo italiano, scomparso nel 1992, dedicate a Polignano a Mare, la cittadina pugliese di cui erano originari i genitori di Pascali e dove l’artista è sepolto.
IL PREMIO PINO PASCALI DAL 1997 AL 2011 è una mostra di ricognizione della storia recente del Premio, conferito a personalità dell’arte di rilievo internazionale dallo spirito pascaliano, sperimentatore, aperto alla contaminazione dei linguaggi.

PUGLIA: SGUARDO CONTEMPORANEO presenta un saggio di opere della collezione della Fondazione, che illustrano la realtà artistica di area pugliese promossa dal Museo, e di progetti specifici editi per “Intramoenia Extra Art nei castelli e palazzi storici di Puglia”, esperimento di museo temporaneo diffuso, volto ad una nuova modalità di turismo culturale.



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Presentazione del libro Pino Pascali, a cura di Anna D'Elia

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Presentazione del libro Pino Pascali, a cura di Anna D'Elia (Milano, Electa, 2010)

Galleria Peccolo, Livorno  
dal 30 ottobre al 6 novembre 2010
intervengono Anna D'Elia e Flaminio Gualdoni

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