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IL MONDO DI PINO PASCALI

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IL MONDO DI PINO PASCALI

arte/gioco/pubblicità
prorogata fino a domenica 15 gennaio 2012

Chiostro delle Clarisse - Noci (BA)
8 dicembre 2011 / 15 gennaio 2012
tel. 080 4974381

Orario di apertura: h 19.00 / 22.00 
Domenica e festivi: h 10.00 / 13.00 - 18.00 / 20.00

comunenoci.it

I BUFFI PUPAZZI DELL'UOMO-BAMBINO

Le quarantesei opere bidimensionali realizzate a tecnica mista e la scultura (un curioso soldatino tubiforme costruito con l'impiego di oggetti in parte già esistenti: un minuscolo, geniale, ready-made) che compongono questa piccola, raffinata mostra illustrano uno dei settori dell'attività di Pino Pascali, quello rivolto alla pubblicità, ai cartoons e all'animazione - meno conosciute dal grande pubblico, attratto piuttosto dalle grandi, suggestive opere tridimensionali che sono state e sono al centro di alcune grandi esposizioni nazionali e internazionali dedicate all'artista. Questa "dimenticanza" di cui solo di recente si sta giustamente ovviando attraverso un'intensa attività editoriale ed espositiva, non sembra però un caso, dato che lo stesso Pascali, a quanto riferiscono critici e amici che ebbero la fortuna di conoscerlo, in particolare il Calvesi e il Lodolo, non parlava volentieri di questa sua produzione, verso la quale forse non nutrì una particolare considerazione - spinto com'era dall'ambizione di fare la "grande arte" - e a cui pure si dedicò con contuinità e straordinario impegno a cominciare dagli anni immediatamente seguenti la sua uscita dall'Accademia di Belle Arti di Roma (dove aveva conseguito il diploma con lode in scenografia nel 1959, sotto la guida di Toti Scialoja, che lo aveva avviato alla conoscenza dell'arte americana contemporanea), quando strinse amicizia con Sandro Lodolo, titolare di una ditta di cortometraggi pubblicitari, con il quale lavorò continuativamente sino alla tragica morte avvenuta nel 1968: produzione peraltro che affranca, nel corso degli anni, quella in grande scala. Eppure queste opere, preparatorie e per sigle televisive, siparietti animati, cortometraggi, pubblicità, rappresentano una parte fondamentale del suo catalogo, una parte che sempre più, in questi ultimi anni, ha suscitato vivo interesse e raccolto apprezzamenti. Quello che soprattutto colpisce di questa ricca produzione, oggi purtroppo in parte dispersa e che non è soltanto "su commissione", com'è stato detto da alcuni, ma risponde anche alle esigenze espressive proprie dell'artista, è il rivelarsi in essa di un ossimoro che appare una costante in tutta l'opera del Pascali (anche quella che lo vede impegnato in prima persona, come creatore, attore o guitto, inteso nel senso migliore del termine, di alcuni indimenticabili cortometraggi): una vitalità, un'energia, una vulcanicità e poliedricità straordianarie che si traducono in una gioia e in un ludus quasi fanciulleschi, apparentemente ingenui ma in realtà sorretti e nutriti da un lavoro preliminare e da una quasi feroce autodisciplina. Non c'è nulla di casuale o di superficiale nella produzione grafica di Pascali, che all'epoca lo vide partecipare ad importanti campagne pubblicitarie ed eseguire loghi, sigle, disegni che, se sono fonte ancora oggi di sorpresa o puro divertimento da parte di chi li guarda, denunciano a chiare lettere la indiscutibile professionalità e le incapacità sperimentali ed innovative di un artista la cui parabola creativa, ricchissima di spunti e di opere, si consumò - non dimentichiamolo - nella breve stagione di un solo decennio, tanto intenso, vario e articolato da lasciare sconcertati. Ma è una produzione, quella grafica e destinata all'animazione, che anticipa anche le forme delle grandi opere tridimensionali, fornendoci i precedenti e le chiavi di lettura per seguire il processo creativo che ha portato alla realizzazione di queste ultime. Nelle opere destinate ad un mezzo come la televisione - all'epoca certamente meno diffuso di oggi ma sicuramente un luogo che offriva la posssiblità di sperimentare liberamente le proprie pulsioni creative molto più di quanto sia consentito nel mondo globalizzato attuale - Pascali mescola con apparente facilità i segni tipici dell'artista (linee sottili che compongono volumi, terse scenografie o sintetici corpi spesso cilindrici o, talvolta, semplici ma studiati scarabocchi che si trasformano misteriosamente in esilaranti esseri umani od animali: colori di cui il mezzo televisivo dell'epoca, in bianco nero, non ci permetteva di apprezzare la ricchezza ma che oggi emergono nella loro varietà e brillantezza o nelle loro raffinate cromie bigiobrune nei disegni originali) a quelli tipici dell'enigmistica, di colui che gioca con ironia con le parole e con le lettere, attraverso calembours e doppi sensi. Spiccano, tra le opere esposte, il bozzetto dedicato a Salvador, el matador del televisor, flessuosa e comica sagoma di torero alle prese con un'improbabile serie di tori, animazione realizzata per un carosello dell'Algida del 1962, o quello che mostra una schiera di impettiti soldatini in marcia per la pubblicità delle sigarette Amadis realizzata l'anno successivo, che li vede accendere la sigaretta anziché la miccia così come veniva loro ordinato (pubblicità di cui l'artista fu particolarmente orgoglioso, tanto da eseguire anche tavole e pannelli decorativi), o i buffi personaggi eseguiti per la pubblicità nei cinema rionali della libreria Maraldi di Roma. Ma le citazioni dovrebbero riguardare tutto l'insieme delle opere in mostra, alcune delle quali esposte per la prima volta, che ci permettono di entrare in questo magico, rivisitato mondo in cui si alternano killers e poliziotti, ergastolani, briganti, soldatini, cavernicoli, stregoni, pesci, balene, prostitute, pupazzi di neve, spazzacamini, guerrieri, re, arlecchini, cavalieri, cacciatori, vichinghi, travets, toreador e tori infilzati, samurai, pesci, coccodrilli - personaggi tutti deliziosamente (starei per dire delicatamente e liricamente) comici, fissati in un momento dell'animazione la quale darà loro ulteriore vita e capacità di divertimento - e di farci avvolgere dalle spire tentacolari e coinvolgenti dell'arte di Pascali, questo bambino-adulto morto troppo presto perché ha forse voluto vivere troppo intensamente.

Clara Gelao
Direttore Pinacoteca Provinciale di Bari

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